L’autopubblicazione: quando le farfalle muoiono in mare

Ma com’è nata l’idea di autopubblicarsi? Cosa ci ha spinti a tentare un’avventura sul web, a noi che a stento sappiamo la differenza tra wifi e wireless? La colpa è di un’estate terribilmente calda e di un mare che culla anche le idee più strambe.

Era l’agosto scorso. Con un gruppo di amci, ci eravamo spinti in un’isolata spiaggia marchigiana. Avevamo un paio di tende, alcuni teli stesi a terra e una buca nella sabbia come dispensa. Un piccolo accampamento con lo stretto necessario. Eravamo ben decisi a goderci il sole e il mare, a dimenticarci il taffico e le paranoie. Ci godevamo l’esistere puro e semplice.

In quel periodo 1000 Valvole era in una fase semiembrionale. Avevamo circa un quarto della storia scritta e un paio di capitoli disegnati e pronti a essere presentati. Stavamo iniziando a contattare alcune case editrici, a tastare il terreno, a sondare l’interesse per il nostro progetto. Ci sembrava l’unica strada percorribile. E’ innegabile che ci sentivamo spaesati, impreparati al lavoro di marketing (o come diavolo possiamo chiamarlo). Scrivere e disegnare è una seconda natura. Proporsi e vendersi no. Convincere qualcuno a interessarsi al tuo progetto, qualcuno che ne sente mille al giorno di proposte, è dura. Non sapevamo da che parte farci. Avevamo iniziato a mandare alcune e-mail di presentazione. In allegato spedivamo i primi due o tre capitoli del fumetto e parte della sceneggiatura. Non posso negare che almeno un paio di case editrici, neanche troppo marginali, si sono mostrate vagamente interessate. Beh, iniziavamo a muoverci, a crederci, a pensare che poi non era così impossibile essere pubblicati.

Insomma, stavamo percorrendo una via certamente difficile e impervia, ma che mostrava tuttavia dei lati familiari, delle caratteristiche prevedibili. Seguivamo una via già battuta, numerose orme ci mostravano il cammino da intraprendere. Ma tutto cambiò in quella spiaggia marchigiana. La sabbia era fine e calda, il mare placido. Ci lasciavamo cullare dalle onde leggere. Osservavamo meravigliati numerosi sciami di farfalle morire sull’acqua. Era come una calda nevicata estiva. Il discorso con lentezza scivolò su 1000 Valvole. Parlammo del progetto in generale, delle strategie per presentarlo alle case editrici, della difficoltà nell’emergre dalla massa. Un nostro caro amico ci ascoltava con un sorriso sornione. Lo guardavo consapevole che in lui stava nascendo un’idea. Era evidente che ci stava solo dando corda, che ci lasciava sfogare. E quando il discorso sembrava ormai esaurito, lanciò a brucia pelo una proposta quasi assurda per me. Ci mostrò una seconda via. Ci disse di lasciar perdere le case editrici, i contratti e gli obblighi, il mondo monodimensionale dell’editoria italiana. Ci spinse a renderci indipendenti, a divulgare il fumetto in maniera autonoma. Ci spiegò come pubblicare un fumetto online e i vantaggi di questa scelta. Ci elencò le infinite possibilità che la rete ci mette a disposizione. Ci incantò con il suo entusiasmo.

Tornati a casa formammo un gruppo di lavoro. Buttammo giù una lista di idee. Da una parte dovevamo continuare a lavorare al fumetto, dall’altra era fondamentale creare un piano per l’autopubblicazione. In questi mesi abbiamo sviluppato un sito, aperto dei blog, stilato strategie. Ci siamo preparati. E ora siamo pronti a mostrarvi il risultato. Questi primi articoli non sono altro che un countdown. Presto il sito sarà in funzione e con lui le varie piattaforme che lo sostengono. Si potrà leggere il fumetto, commentarlo, ci saranno contenuti speciali. Cercheremo di sfruttare al meglio la realtà multidimensionale che ci offre il web. E soprattutto potremo finalmente parlare di qualcosa di tangibile, di reale, di concreto.

In conclusione, quello che vi stiamo proponendo è una graphic novel. Gratuita. Online. Autoprodotta e indipendente. Questi sono i passi che precedono l’uscita. Questo è il mio modo di condividere il nostro percorso.

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Il fumetto indipendente

Non è facile iniziare così a freddo. Non ho mai scritto un blog prima. E fino a poco tempo fa pensavo che mai l’avrei fatto. E allora cos’è cambiato? E’ semplice, è nato un progetto. Un progetto che mi esalta e mi spaventa allo stesso tempo. Un progetto che mi spinge a condividere, a chiedere, a sperimentare.

Circa un anno fa è nata l’idea di scrivere una graphic novel, o più semplicemente un fumetto. Iniziare a scrivere e a disegnare non è stato difficile, è venuto istintivo. In questo primo articolo non voglio ancora parlare della storia o degli autori, dello stile o delle scelte grafiche, dei valori o dei contenuti. Vorrei solo spiegare il perchè di questo blog. In questo spazio infatti io vorrei parlare innanzitutto della esperienza nuova e spaventosa dell’autopubblicazione. Dello svegliarsi un giorno e decidere che vuoi fare da te, che vuoi buttarti e magari sbattere la testa. In questo spazio vorrei condividere i miei dubbi e le mie esperienze, vorrei consigli e aiuto, vorrei mostrare passo per passo l’iter di una pubblicazione indipendente.